13/10/2026
“Regioni forti, Europa forte” è il motto scelto per la 24ª edizione della Settimana europea delle regioni e delle città (EURegionsWeek), che ha preso il via lo scorso 12 ottobre a Bruxelles. Organizzato dalla Commissione europea e ospitato dal vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, in collaborazione con il Comitato europeo delle regioni, l'appunto riunisce quasi 5.000 partecipanti - autorità locali e regionali, responsabili politici, promotori di progetti e professionisti del settore, ricercatori e giornalisti - che per tre giorni si confrontano sul futuro della politica di coesione.
In particolare, mercoledì 14 ottobre, i lavori si concentreranno sul modo in cui la politica di coesione può contribuire a costruire un'Europa più competitiva. Nel periodo di programmazione 2021-2027, 220 miliardi di euro di fondi di coesione stanno già sostenendo le priorità della "Bussola della competitività". Il recente riesame intermedio della politica di coesione ha inoltre evidenziato come le regioni e gli Stati membri stiano adeguando gli investimenti alle priorità emergenti dell'Europa. Complessivamente, regioni e Stati membri hanno riallocato su base volontaria 34,6 miliardi di euro verso settori quali la competitività, l'edilizia abitativa, la difesa e la resilienza idrica ed energetica. Di tale importo, 15,2 miliardi di euro sono stati destinati specificamente al rafforzamento della competitività europea, anche attraverso un sostegno fondamentale a tecnologie essenziali per il futuro dell'Europa.
Nella giornata di apertura la Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR), Kata Tüttő, ha presentato la Relazione annuale 2026 della UE sullo stato delle regioni e delle città, le cui conclusioni portano a sostenere che l'Europa non può essere forte a livello globale se indebolisce la propria coesione interna. Sotto lo slogan "Regioni forti. Città forti. Europa forte", la relazione dimostra che la competitività, la resilienza, la sicurezza e la democrazia dell'Europa si costruiscono e si realizzano a livello locale.
Mentre si intensifica il dibattito sul futuro bilancio dell'UE e sulle priorità politiche, la relazione auspica una politica di coesione forte per tutte le regioni, una governance multilivello più solida e una maggiore dimensione territoriale in tutte le politiche e gli investimenti dell'UE. La competitività, la sicurezza e l'unità dell'Europa dipendono dal riconoscimento della coesione territoriale non come un effetto collaterale, bensì come una condizione essenziale per il successo.
Per approfondimenti è disponibile la relazione annuale sullo stato delle regioni e delle città del CdR. Sul sito dedicato alla Settimana europea delle regioni e delle città è disponibile il programma completo dei lavori.