21/10/2026
Due nuovi rapporti della Commissione europea indagano le implicazioni dell'intelligenza artificiale generativa (IA) per gli operatori e i professionisti del settore dell'istruzione, analizzando anche come i sistemi educativi europei stiano rispondendo alla trasformazione digitale.
“La tecnologia digitale – ha dichiarato la vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le Competenze, il Lavoro di qualità, Roxana Mînzatu - dovrebbe essere al servizio dei nostri cittadini e dobbiamo garantire che questi strumenti supportino realmente l'apprendimento". “Se da un lato studenti e insegnanti possono trarre vantaggio da queste nuove possibilità – ha poi precisato - dall'altro dobbiamo affrontare con attenzione i rischi legati a pregiudizi, privacy e dipendenza eccessiva”.
Il primo rapporto dal titolo "Amico o nemico? Evidenze dall'uso dell'intelligenza artificiale generativa nell'apprendimento e nell'insegnamento" evidenzia come l'IA generativa (genAI) si stia lentamente, ma costantemente trasformando da innovazione tecnologica a strumento di uso comune nelle pratiche educative e di apprendimento nella UE. L'efficacia della genAI per i risultati di apprendimento dipende in ultima analisi da come viene utilizzata la tecnologia e il suo impatto complessivo sulle competenze a lungo termine rimane incerto. Gli insegnanti necessitano quindi di una formazione professionale iniziale e continua approfondita per sfruttare appieno i vantaggi offerti dalla genAI, supportata da linee guida istituzionali per un uso responsabile della tecnologia.
Il secondo documento, "L'istruzione digitale a scuola in Europa 2026: colmare le lacune in termini di accesso, insegnamento e apprendimento", mostra che, sebbene la trasformazione digitale venga affrontata attraverso diversi canali nei sistemi educativi europei, gli approcci e le condizioni di attuazione variano. La maggior parte dei sistemi educativi affronta le componenti fondamentali dell'infrastruttura digitale, ma permangono differenze in termini di accesso a livello scolastico, supporto tecnico e ambienti digitali. Le competenze digitali sono incluse nei programmi di studio della scuola secondaria di primo grado in quasi tutti i sistemi analizzati, mentre la valutazione nazionale o standardizzata rimane rara. Quasi due terzi dei sistemi educativi hanno sviluppato strategie, linee guida o altri quadri normativi relativi all'IA.
I risultati di entrambe le analisi, pubblicate lo scorso 22 settembre, tengono conto anche dei dati presentati nel recente rapporto del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) dell'OCSE e saranno utilizzati per i lavori in corso da parte della Commissione sull'Unione delle competenze e sul prossimo Pacchetto Istruzione, che affronterà le competenze di base, gli insegnanti e i formatori e l'infrastruttura per l'istruzione digitale.