11/09/2026
È a partire dal 2010 che è stata introdotta la prassi secondo cui i presidenti della Commissione europea tengono ogni anno, nel mese di settembre, un discorso sullo stato dell'Unione durante una sessione plenaria del Parlamento europeo.
Il discorso fa il punto sui risultati conseguiti nell'anno trascorso e delinea le priorità per l'anno a venire. Costituisce uno strumento fondamentale per garantire la responsabilità della Commissione nei confronti del Parlamento, con l'obiettivo di rendere più trasparenti le priorità a livello di UE e di comunicarle al contempo all'opinione pubblica.
Si tratta di una prassi ispirata a pratiche analoghe presenti nelle democrazie nazionali e non è mai stata inserita come obbligo nei trattati dell'Unione europea: è stata istituita dall'Accordo quadro del 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea.
Con l’approssimarsi del discorso sullo stato dell’Unione del prossimo 16 settembre, l’EPRS (European Parliamentary Research Service) ha pubblicato lo studio "The 2026 State of the Union address. Purpose, historical significance and overview of addresses to the European Parliament since 2010", nel quale vengono illustrati lo scopo e il significato storico del discorso sullo stato dell’Unione ed offerta una panoramica dei discorsi al Parlamento Europeo a partire dal 2010.
Leggi il briefing EPRS "The 2026 State of the Union address. Purpose, historical significance and overview of addresses to the European Parliament since 2010".