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Quaderni di Tecnostruttura - Quaderno del 30 settembre 2026

Coesione territoriale: la declinazione delle politiche UE tra l'attuale e la futura programmazione

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Regioni e Province autonome: analisi e monitoraggio 2026 tra riforme, investimenti e nuove priorità europee 

 

Mariella Bucciarelli - Tecnostruttura, Settore Sviluppo Sostenibile e Semestre europeo

 

L’Analisi annuale e monitoraggio degli interventi di riforma e investimento delle Regioni e delle Province autonome 2026, già denominata Contributo delle Regioni e Province autonome al Programma Nazionale di Riforma (PNR), è un documento regionale che si inserisce nel ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche, di bilancio, occupazionali e sociali che caratterizza il Semestre europeo.

Dal 2012, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome predispone annualmente questo documento, realizzato con la partecipazione delle Regioni e delle Province autonome, attraverso la sinergia tra Cinsedo e Tecnostruttura delle Regioni per il FSE, con l’obiettivo di restituire una lettura complessiva degli interventi di riforma e investimento realizzati a livello regionale e di evidenziarne il contributo alle principali priorità nazionali ed europee. 

Il documento di quest’anno, approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 28 luglio scorso, si colloca in un contesto profondamente modificato dall’entrata in vigore, nel 2024, della riforma della governance economica europea. La revisione ha determinato un significativo aggiornamento del sistema di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri e ha reso necessario adeguare anche l’impostazione del precedente Contributo delle Regioni al Programma Nazionale di Riforma.

L’evoluzione non ha modificato la funzione originaria del documento, basata sulla ricognizione e sulla raccolta degli interventi realizzati dalle amministrazioni regionali, ma ha richiesto una revisione della sua impostazione complessiva, recependo annualmente gli indirizzi strategici e metodologici definiti nel quadro del Semestre europeo e assicurandone la piena coerenza con il nuovo assetto europeo. Il nuovo quadro di riferimento si fonda, in particolare, sui Piani nazionali strutturali di bilancio a medio termine, sul rafforzamento dell’integrazione tra politiche fiscali, riforme e investimenti, e su un raccordo ancora più stretto con il ciclo del Semestre europeo.
L’obiettivo è quello di rendere la rilevazione e il monitoraggio delle iniziative regionali sempre più coerenti con le priorità europee in materia di sostenibilità della finanza pubblica, competitività, transizione verde e digitale, resilienza economica e coesione territoriale.

Per la definizione dell’impianto metodologico dell’Analisi e monitoraggio 2026, per la classificazione degli interventi secondo i principali ambiti tematici e per la predisposizione degli strumenti di rilevazione, sono state prese in considerazione le indicazioni contenute nei principali documenti del ciclo 2025 del Semestre europeo.

Un primo riferimento è rappresentato dal Pacchetto di primavera del 4 giugno 2025, che ha fornito agli Stati membri raccomandazioni specifiche sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio, accompagnandole con una prima valutazione dell’attuazione del nuovo quadro di governance economica e dei Piani strutturali di bilancio a medio termine. A questo si è aggiunto il Pacchetto d’autunno del 25 novembre 2025, che ha dato avvio al Semestre europeo 2026, delineando le priorità strategiche e gli orientamenti di policy per il successivo ciclo di coordinamento economico europeo. I documenti del Pacchetto d’autunno hanno inoltre confermato la centralità degli investimenti e delle riforme strutturali quali strumenti fondamentali per rafforzare la competitività e la resilienza dell’Unione europea.

L’attività di monitoraggio del 2026 è stata avviata nel marzo 2026 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Agli uffici di Presidenza delle Regioni e delle Province autonome è stato trasmesso un apposito pacchetto di documentazione, contenente gli strumenti necessari allo svolgimento dell’attività di raccolta delle informazioni. 
In particolare, sono stati messi a disposizione due strumenti principali, la Scheda di rilevazione degli interventi e le Matrici consuntive. A questi si è affiancata la documentazione europea necessaria a fornire il quadro strategico di riferimento, comprendente le Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) degli anni 2019, 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025, nonché l’analisi dei documenti contenuti nei Pacchetti di primavera e d’autunno 2025.

A ciascuna Regione e Provincia autonoma è stato richiesto di riportare nelle apposite Matrici di rilevazione degli interventi tutti i riferimenti normativi relativi alle iniziative regionali realizzate nel periodo compreso tra gennaio 2025 e febbraio 2026, distinguendo tra due categorie fondamentali: investimenti e riforme.
L’impianto delle Matrici di rilevazione è stato costruito a partire dalle sei Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) rivolte all’Italia per il 2025, relative alle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio. Le CSR hanno costituito la griglia tematica attraverso cui organizzare e leggere gli interventi regionali: CSR1 – Politiche di bilancio e interventi fiscali; CSR2 – Attuazione del PNRR e dei programmi della politica di coesione; CSR3 – Innovazione e ricerca nelle imprese, con particolare attenzione ai collegamenti tra università e imprese, agli appalti per l’innovazione, alla competitività delle PMI e alle start-up; CSR4 – Capacità amministrativa, pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza e appalti; CSR5 – Sostenibilità e transizione green; CSR6 – Politiche del lavoro e occupazionali, implementazione della rete di protezione e inclusione sociale, istruzione e formazione.

Le misure e sotto-misure contenute nelle Matrici sono state riviste rispetto alle precedenti edizioni, con l’obiettivo di rappresentare in maniera più puntuale gli impegni assunti dalle Regioni e il loro impatto sui territori. La revisione ha comportato una maggiore attenzione agli aspetti propriamente regionali, rispetto a quelli di carattere più nazionale, mantenendo comunque come riferimento di fondo anche le indicazioni contenute nelle Raccomandazioni europee formulate a partire dal 2019.

Un’attenzione specifica è stata inoltre riservata al potenziamento del sistema sanitario, considerato un ambito trasversale e riconducibile a più Raccomandazioni; si è scelto di predisporre una matrice ad hoc, che ha consentito di mantenere un presidio specifico su un settore di particolare rilevanza per le politiche regionali.

Accanto alla rilevazione quantitativa e normativa attraverso le Matrici, anche per il 2026 è stata richiesta, tramite l’apposita Scheda di rilevazione degli interventi, una descrizione sintetica delle iniziative legislative, regolative e attuative regionali di riforma e innovative. La rilevazione ha preso in esame anche altri elementi qualificanti dei processi di programmazione regionale: tra questi, l’attività di coordinamento realizzata all’interno di ciascuna Regione per la predisposizione del documento regionale, ma anche le modalità di definizione dei Documenti di Finanza Pubblica Regionali - DFPR (già DEFR), per evidenziare se e come sia stato realizzato il raccordo tra i diversi strumenti di programmazione e attuazione regionale.

Un ulteriore ambito di approfondimento ha riguardato le azioni e le modalità di definizione delle Strategie regionali di Sviluppo Sostenibile (SRSvS), considerate un esempio significativo di programmazione integrata regionale. La rilevazione ha inteso mettere in evidenza il contributo delle strategie regionali alla realizzazione degli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, nonché alcuni elementi qualificanti del processo programmatorio. Tra questi figurano l’unitarietà dell’attività di pianificazione, il coinvolgimento della società civile, la coerenza delle politiche, il raccordo con la programmazione unitaria e con le politiche di coesione. Questi aspetti consentono di ampliare la lettura degli interventi regionali, restituendo una visione più complessiva dei processi di programmazione e attuazione delle politiche pubbliche a livello territoriale.

Come nelle precedenti edizioni, quindi, l’Analisi annuale e monitoraggio degli interventi di riforma e investimento delle Regioni e delle Province autonome 2026 può offrire un quadro integrato della programmazione regionale, collegando gli interventi regionali con le Missioni, componenti e riforme del PNRR italiano, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 ONU, la programmazione europea 2021-2027, i 12 Domini del Benessere equo e sostenibile (BES-ISTAT), i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Il valore aggiunto del documento risiede proprio nella possibilità di mettere in relazione gli interventi realizzati sui territori con una pluralità di riferimenti strategici nazionali ed europei.

Ne emerge uno strumento di lettura che non si limita alla ricognizione degli interventi adottati dalle amministrazioni regionali, ma mira a evidenziare la loro collocazione all’interno del più ampio sistema di programmazione pubblica, assumendo dunque una funzione strategica di rafforzamento del raccordo tra programmazione regionale, priorità nazionali e indirizzi europei.

Regioni e Province autonome: analisi e monitoraggio 2026 tra riforme, investimenti e nuove priorità europee 

 

Mariella Bucciarelli - Tecnostruttura, Settore Sviluppo Sostenibile e Semestre europeo

 

L’Analisi annuale e monitoraggio degli interventi di riforma e investimento delle Regioni e delle Province autonome 2026, già denominata Contributo delle Regioni e Province autonome al Programma Nazionale di Riforma (PNR), è un documento regionale che si inserisce nel ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche, di bilancio, occupazionali e sociali che caratterizza il Semestre europeo.

Dal 2012, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome predispone annualmente questo documento, realizzato con la partecipazione delle Regioni e delle Province autonome, attraverso la sinergia tra Cinsedo e Tecnostruttura delle Regioni per il FSE, con l’obiettivo di restituire una lettura complessiva degli interventi di riforma e investimento realizzati a livello regionale e di evidenziarne il contributo alle principali priorità nazionali ed europee. 

Il documento di quest’anno, approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 28 luglio scorso, si colloca in un contesto profondamente modificato dall’entrata in vigore, nel 2024, della riforma della governance economica europea. La revisione ha determinato un significativo aggiornamento del sistema di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri e ha reso necessario adeguare anche l’impostazione del precedente Contributo delle Regioni al Programma Nazionale di Riforma.

L’evoluzione non ha modificato la funzione originaria del documento, basata sulla ricognizione e sulla raccolta degli interventi realizzati dalle amministrazioni regionali, ma ha richiesto una revisione della sua impostazione complessiva, recependo annualmente gli indirizzi strategici e metodologici definiti nel quadro del Semestre europeo e assicurandone la piena coerenza con il nuovo assetto europeo. Il nuovo quadro di riferimento si fonda, in particolare, sui Piani nazionali strutturali di bilancio a medio termine, sul rafforzamento dell’integrazione tra politiche fiscali, riforme e investimenti, e su un raccordo ancora più stretto con il ciclo del Semestre europeo.
L’obiettivo è quello di rendere la rilevazione e il monitoraggio delle iniziative regionali sempre più coerenti con le priorità europee in materia di sostenibilità della finanza pubblica, competitività, transizione verde e digitale, resilienza economica e coesione territoriale.

Per la definizione dell’impianto metodologico dell’Analisi e monitoraggio 2026, per la classificazione degli interventi secondo i principali ambiti tematici e per la predisposizione degli strumenti di rilevazione, sono state prese in considerazione le indicazioni contenute nei principali documenti del ciclo 2025 del Semestre europeo.

Un primo riferimento è rappresentato dal Pacchetto di primavera del 4 giugno 2025, che ha fornito agli Stati membri raccomandazioni specifiche sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio, accompagnandole con una prima valutazione dell’attuazione del nuovo quadro di governance economica e dei Piani strutturali di bilancio a medio termine. A questo si è aggiunto il Pacchetto d’autunno del 25 novembre 2025, che ha dato avvio al Semestre europeo 2026, delineando le priorità strategiche e gli orientamenti di policy per il successivo ciclo di coordinamento economico europeo. I documenti del Pacchetto d’autunno hanno inoltre confermato la centralità degli investimenti e delle riforme strutturali quali strumenti fondamentali per rafforzare la competitività e la resilienza dell’Unione europea.

L’attività di monitoraggio del 2026 è stata avviata nel marzo 2026 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Agli uffici di Presidenza delle Regioni e delle Province autonome è stato trasmesso un apposito pacchetto di documentazione, contenente gli strumenti necessari allo svolgimento dell’attività di raccolta delle informazioni. 
In particolare, sono stati messi a disposizione due strumenti principali, la Scheda di rilevazione degli interventi e le Matrici consuntive. A questi si è affiancata la documentazione europea necessaria a fornire il quadro strategico di riferimento, comprendente le Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) degli anni 2019, 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025, nonché l’analisi dei documenti contenuti nei Pacchetti di primavera e d’autunno 2025.

A ciascuna Regione e Provincia autonoma è stato richiesto di riportare nelle apposite Matrici di rilevazione degli interventi tutti i riferimenti normativi relativi alle iniziative regionali realizzate nel periodo compreso tra gennaio 2025 e febbraio 2026, distinguendo tra due categorie fondamentali: investimenti e riforme.
L’impianto delle Matrici di rilevazione è stato costruito a partire dalle sei Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) rivolte all’Italia per il 2025, relative alle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio. Le CSR hanno costituito la griglia tematica attraverso cui organizzare e leggere gli interventi regionali: CSR1 – Politiche di bilancio e interventi fiscali; CSR2 – Attuazione del PNRR e dei programmi della politica di coesione; CSR3 – Innovazione e ricerca nelle imprese, con particolare attenzione ai collegamenti tra università e imprese, agli appalti per l’innovazione, alla competitività delle PMI e alle start-up; CSR4 – Capacità amministrativa, pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza e appalti; CSR5 – Sostenibilità e transizione green; CSR6 – Politiche del lavoro e occupazionali, implementazione della rete di protezione e inclusione sociale, istruzione e formazione.

Le misure e sotto-misure contenute nelle Matrici sono state riviste rispetto alle precedenti edizioni, con l’obiettivo di rappresentare in maniera più puntuale gli impegni assunti dalle Regioni e il loro impatto sui territori. La revisione ha comportato una maggiore attenzione agli aspetti propriamente regionali, rispetto a quelli di carattere più nazionale, mantenendo comunque come riferimento di fondo anche le indicazioni contenute nelle Raccomandazioni europee formulate a partire dal 2019.

Un’attenzione specifica è stata inoltre riservata al potenziamento del sistema sanitario, considerato un ambito trasversale e riconducibile a più Raccomandazioni; si è scelto di predisporre una matrice ad hoc, che ha consentito di mantenere un presidio specifico su un settore di particolare rilevanza per le politiche regionali.

Accanto alla rilevazione quantitativa e normativa attraverso le Matrici, anche per il 2026 è stata richiesta, tramite l’apposita Scheda di rilevazione degli interventi, una descrizione sintetica delle iniziative legislative, regolative e attuative regionali di riforma e innovative. La rilevazione ha preso in esame anche altri elementi qualificanti dei processi di programmazione regionale: tra questi, l’attività di coordinamento realizzata all’interno di ciascuna Regione per la predisposizione del documento regionale, ma anche le modalità di definizione dei Documenti di Finanza Pubblica Regionali - DFPR (già DEFR), per evidenziare se e come sia stato realizzato il raccordo tra i diversi strumenti di programmazione e attuazione regionale.

Un ulteriore ambito di approfondimento ha riguardato le azioni e le modalità di definizione delle Strategie regionali di Sviluppo Sostenibile (SRSvS), considerate un esempio significativo di programmazione integrata regionale. La rilevazione ha inteso mettere in evidenza il contributo delle strategie regionali alla realizzazione degli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, nonché alcuni elementi qualificanti del processo programmatorio. Tra questi figurano l’unitarietà dell’attività di pianificazione, il coinvolgimento della società civile, la coerenza delle politiche, il raccordo con la programmazione unitaria e con le politiche di coesione. Questi aspetti consentono di ampliare la lettura degli interventi regionali, restituendo una visione più complessiva dei processi di programmazione e attuazione delle politiche pubbliche a livello territoriale.

Come nelle precedenti edizioni, quindi, l’Analisi annuale e monitoraggio degli interventi di riforma e investimento delle Regioni e delle Province autonome 2026 può offrire un quadro integrato della programmazione regionale, collegando gli interventi regionali con le Missioni, componenti e riforme del PNRR italiano, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 ONU, la programmazione europea 2021-2027, i 12 Domini del Benessere equo e sostenibile (BES-ISTAT), i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Il valore aggiunto del documento risiede proprio nella possibilità di mettere in relazione gli interventi realizzati sui territori con una pluralità di riferimenti strategici nazionali ed europei.

Ne emerge uno strumento di lettura che non si limita alla ricognizione degli interventi adottati dalle amministrazioni regionali, ma mira a evidenziare la loro collocazione all’interno del più ampio sistema di programmazione pubblica, assumendo dunque una funzione strategica di rafforzamento del raccordo tra programmazione regionale, priorità nazionali e indirizzi europei.